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26 dicembre 2016
Natale al tempo degli smartphone

Cercare di recuperare la magica atmosfera natalizia quando si è adulti può risultare difficile e frustrante, soprattutto quando la maturità si accompagna ad un raggiunto agnosticismo. Ma al giorno d'oggi ci sono altri fattori che contribuiscono a guastare lo spirito natalizio, la voglia di stare in compagnia dei propri cari e condividere il calore del proprio affetto. Sono sicuro che molti di voi si ritroveranno nella narrazione, scherzosa ma non troppo, che segue.

Mi riunisco con i miei famigliari nel pomeriggio della vigilia mentre fervono i preparativi per la cena. Mia nipote di 11 anni è sul divano a giocare con il suo smartphone android.
Mentre siamo indaffarati a disporre gli antipasti sui vassoi veniamo più volte interrotti da una chiamata skype sul iPad di casa: mio cognato ci tiene aggiornati sui suoi spostamenti prima di unirsi a noi.
Ci sediamo a tavola per consumare la cena di vigilia, tradizionalmente a base di pesce, ma la conversazione stenta a decollare perchè, tra una portata e l'altra, le teste di diversi commensali si chinano a leggere gli aggiornamenti social sui propri smartphone, da cui più nessuno si separa nemmeno per mangiare.
Dopo cena inizia il "festival" delle facezie natalizie che giungono ad ognuno sul proprio dispositivo portatile: ciascuno vuole mostrare agli altri i messaggi di auguri "tanto simpatici" che ha ricevuto via whatsapp, le immancabili foto divertenti di inconsapevoli gattini con didascalie che vorrebbero essere spiritose, e i soliti video che fanno il giro di tutto il mondo in una omologazione che nemmeno George Orwell nel suo "1984" aveva osato immaginare. Già, perchè possiamo star certi che il video che ci mostra nostra sorella a Roma è lo stesso che qualcun'altro sta mostrando ai propri parenti ad Aosta, a Palermo o addirittura a Sidney in Australia: l'attenzione di tutta la popolazione "connessa" infatti si sposta compatta nella medesima direzione, seguendo un "pensiero unico" che nemmeno il più potente dei despoti avrebbe l'ardire di sognare.
In tutto questo, gli obiettivi della fotocamera degli smartphone presenti continuano a riprenderci impietosamente anche quando ci togliamo le scarpe o ci slacciamo la cinta per il troppo cibo, per poi finire taggati a nostra insaputa su facebook.
Dopo cena tutti sono impegnati a rispondere agli auguri ricevuti sullo smartphone e così accade che tutti siano connessi con tutto il mondo... tranne che con coloro che sono fisicamente presenti! L'universo è tutto lì, in quei 5 o 7 pollici del display, mentre il mondo reale che ci circonda è diventato solo una noiosa seccatura.

Se state pensando che a scrivere questo sfogo sia stato un vecchio brontolone che non sa nemmeno usare un cellulare vi devo smentire: oltre ad essere un entusiasta di tecnologia ho fatto di internet la mia professione e degli smartphone so probabilmente molto di più di quanto non sappia la maggior parte di voi. Ma proprio per questo ho scelto di non usarli.
Se tra voi c'è qualcun'altro che, come me, ha scelto consapevolmente di sottrarsi all'indottrinamento del Grande Fratello digitale, a lei/lui dedico i miei sinceri AUGURI e tutta la mia comprensione. BUONE FESTE!

Paolo Tortora
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