Chi li paga gli "spot" dell'iPad nei TG Rai?
Non voglio, in questa sede, entrare nel merito della reale utilità di un dispositivo che costa più di un computer portatile (senza averne le funzionalità nè le potenzialità), che pesa quasi un chilogrammo, ed è del tutto sprovvisto di tastiera e di connessioni fisiche. Quello che vorrei capire è perchè tutti i telegiornali nazionali devono dedicare tempo istituzionale ad un prodotto commerciale che non ha praticamente nessun rilievo tecnologico o culturale.Come avrete capito, sto parlando del "iPad" di Apple, il cui lancio italiano ha occupato svariati minuti di tutti i telegiornali nazionali, compresi quelli della televisione di stato. La funzione dei maestri del marketing, negli ultimi decenni è cambiata radicalmente: non si tratta più di identificare le esigenze dei consumatori e di soddisfarle, bensì di creare esigenze che non esistono per vendere prodotti virtualmente inutili. Per far questo ci si avvale spesso della "marchetta": si trasforma un prodotto (o un servizio) in una "notizia" e si gode di pubblicità più o meno a buon mercato e sfacciatamente occulta (per quanto l'accostamento dei due termini sembri un ossimoro). Che questo avvenga sulle tv commerciali può anche essere comprensibile (se non giustificabile), ma quando coinvolge la televisione di stato, che dovrebbe essere un servizio di pubblica utilità e che è, in parte, finanziato con i soldi dei contribuenti, tale malcostume diviene inaccettabile. Ecco perchè, da contribuente che paga il canone Rai (oltre alle tasse) vorrei rivolgere una domanda, per quanto retorica, alla "nostra" Rai: chi ha pagato per questa pubblicità? ...oltre a noi teleutenti, si intende... Paolo Tortora © 2010 www.chinafonini.it |
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