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Recensione del Brondi Duke S
di Paolo Tortora
© 2017 www.chinafonini.it


Introduzione
Confesso di aver acquistato il Brondi Duke S per una mia zia piuttosto anziana, ma personalmente aborro la convinzione che i cellulari candybar tradizionali, con tastierino numerico, siano riservati all'utenza più stagionata, convinzione diffusa ad arte dai produttori che hanno interesse a vendere i loro ingombranti e pericolosi "stupidphone", diffondendo il loro software spia in tutto il pianeta. Chi conosce questo sito sa che da sempre preferiamo il tastierino fisico all'interfaccia touch screen, ed è un vero peccato che ormai nessun produttore offra più dei cellulari avanzati con tastierino numerico e software proprietario.
Infatti diciamo subito che questo Brondi non è affatto un "feature phone" dotato di funzioni avanzate ma un semplicissimo basic phone come tutti i candybar rimasti ormai sul mercato occidentale (in India o in Giappone, invece, i feature phone esistono ancora). Di più, questo Duke S è praticamente un chinafonino, ed ecco il motivo per cui lo recensisco sulle pagine di chinafonini.it. Il software installato è infatti evidentemente lo stesso che già trovai nel primo chinafonino che acquistai ormai dieci anni fa, compresi anche i caratteri dell'interfaccia. Ritengo quindi che, come molti altri "produttori" europei, la Brondi si rifornisca di questi dispositivi dalla Cina per poi apporvi il proprio marchio. Non sto parlando di assemblaggio, perchè anche gli iPhone originali sono assemblati in Cina, ma proprio di progettazione cinese, visto che questo Brondi Duke S ha la stessa architettura, lo stesso software e le stesse funzioni di tutti i chinafonini dotati di sistema operativo RTOS che ho provato.
Il prezzo comunque è estremamente contenuto: solo venti euro.

Primo contatto ed ergonomia
Esteticamente il Brondi Duke S si presenta piuttosto bene, a parte la sensazione che la plastica del coperchio posteriore sia di qualità economica. Sul frontale fa bella mostra di se un display da ben 2,4 pollici, dimensione generosa per un candybar con tastierino numerico. I tasti sono gommati e piacevoli al tatto, e così anche la classica ghiera multidirezionale, vero e proprio "must" su tutti i cellulari che si rispettino e inspiegabilmente rimossa dagli odierni stupidphone touch screen.
Insomma, da spento il Brondi Duke S potrebbe anche passare per un feature phone, o addirittura per uno smartphone della generazione precedente, quelli davvero "smart".
L'ergonomia, come era facile attendersi, è incommensurabilmente migliore di quella di qualunque iPhone o Galaxy e dei loro figli illegittimi, grazie al suo formato candybar con tastierino: il Brondi Duke S è leggero e compatto, si usa con una mano sola con cui si tiene saldamente, senza rischi di farlo cadere, e si utilizza con il solo pollice senza farsi venire l'artrite alle dita come accade sugli odierni smartphone.
La dotazione è piuttosto essenziale e comprende il telefono, la batteria, il caricabatterie ed un auricolare mono (non c'è nemmeno un vero manuale, ma solo un foglietto praticamente inutile, che illustra anche male come inserire le SIM e la scheda di memoria MicroSD, cosa che lo rende poco adatto ad una utenza anziana).

Funzionalità telefoniche
Come praticamente tutti i chinafonini anche questo Duke S è un telefono "dual sim" che offre due alloggiamenti per Mini SIM, ovvero quelle nel formato tradizionale che usiamo dall'alba della telefonia GSM. E' possibile attivare singolarmente ciascuna delle due linee, così come utilizzare diverse impostazioni.
Il telefono supporta quattro bande di frequenza GSM, ovvero 850, 900, 1800 e 1900 MHz, ma non ha la capacità di collegarsi alla rete 3G o superiori. Insomma, è chiaramente un basic phone pensato per le chiamate voce ed i messaggi SMS.
La ricezione del segnale mi è parsa nella norma, anche se devo confessare di non avere avuto tempo per provarlo a lungo e in diversi luoghi.

Interfaccia
Una volta acceso il Brondi Duke S (la tastiera si illumina di un bel colore blu/lilla) ci appare subito chiaro, come detto sopra, che non si tratta di un feature phone e che siamo chiaramente alle prese con un chinafonino: l'aspetto della schermata principale e dei menù è pressochè identico a quello dei tanti chinafonini RTOS da me provati. Purtroppo sembra che abbiano mantenuto la stessa risoluzione che tale sistema adotta di solito sugli schermi più grandi dei vecchi chinafonini (in media 3,5 pollici) il che rende un po' difficoltoso leggere le voci di alcuni menù e le scritte sullo schermo, che sono decisamente piccole. Questo fatto va a cozzare decisamente con la convinzione che i cellulari di questa categoria siano riservati agli anziani: una persona con problemi di vista troverà decisamente più facile usare uno dei gigantofonini tanto di moda oggi, piuttosto che questo Brondi. E' un peccato, perchè non credo ci volesse un grande sforzo tecnologico per adottare almeno un font più grande.
Se non altro, la traduzione dei menù è senza dubbio migliore di quella dei chinafonini importati e in questo deve consistere il contributo della Brondi a quello che è a tutti gli effetti un chinafonino.



Funzionalità PIM
Se avete molti contatti questo Duke S non fa per voi perchè la rubrica interna può contenere soltanto 300 numeri (anche i miei Nokia di 10 anni fa ne contengono di più). Peggio ancora, ogni contatto può contenere soltanto il nominativo ed 1 solo numero, il che rende questo cellulare ancora più "basico" rispetto ai basic phone di 10 o 15 anni fa, che consentivano già di salvare almeno 4 o 5 numeri per contatto. Per non parlare dei dettagli avanzati, come l'indirizzo e-mail, la foto o le note, totalmente assenti dalla rubrica del Brondi Duke S. Anche il mio primo chinafono, acquistato nel 2008 e dotato dello stesso software, permetteva di salvare questi dettagli in rubrica. Se avessi acquistato questo telefono per me lo avrei riportato immediatamente indietro, perchè una carenza simile era inaccettabile già agli albori del 2000!
La funzione calendario, per contro, permette di salvare promemoria piuttosto completi, con una nota di testo e allarmi con ripetizione programmabile.

Funzionalità multimediali
Sul fronte multimediale il Brondi Duke S offre forse anche troppe funzionalità, in confronto con la sua rubrica "preistorica" e considerato il tipo di utenza cui si rivolge. C'è una inaspettata fotocamera da ben 1,3 MP (sovradimensionata per questo tipo di prodotto) che registra anche video, ma solo se inserite una scheda di memoria, perchè la memoria interna è praticamente assente (14 KB). C'è un lettore audio/video in grado di riprodurre diversi formati (persino .AVI!), un registratore audio e la radio FM che, udite udite, funziona anche senza auricolare inserito.
Il sonoro è piuttosto potente ma il suono risulta distorto già prima di arrivare al massimo volume, comunque le suonerie (solo 3 quelle fornite) si fanno sentire e questo è ciò che interessa a chi si rivolge a questo tipo di telefoni cellulari.

Funzionalità aggiuntive
Il Brondi Duke S offre la pratica funzione "torcia", attivabile anche con una semplice pressione sul tasto centrale del D-pad, che usa il LED del flash della fotocamera. Peccato che tale LED sia talmente debole da risultare quasi inutile e non riesce ad illuminare a oltre 20-30 cm di distanza.
Presente anche l'immancabile calcolatrice, un "orologio mondiale" che mostra l'ora in diverse parti del mondo ed un semplice giochino (niente supporto java). Tutto qui.

Impostazioni e personalizzazione
Nel telefono ci sono le classiche opzioni di personalizzazione tipiche di un "basic phone". Ci sono quattro profili utenti tra cui scegliere e non se ne può creare uno nuovo. Si può cambiare l'immagine di sfondo e selezionare un salvaschermo, così come le animazioni di accensione e spegnimento. Da notare che è possibile modificare la luminosità dello schermo e la durata della retroilluminazione, opzioni spesso non presenti nemmeno in molti feature phone, decisamente superiori a questo Brondi Duke S.
E' inoltre possibile programmare un orario di accensione e spegnimento automatici.

Funzionalità avanzate
Se cercate delle funzionalità avanzate dovete rivolgervi almeno ad un feature phone (se solo li facessero ancora) perchè nel Brondi Duke S c'è soltanto il Bluetooth ed una porta micro USB (Type "C"), ma senza cavo dati in dotazione. Niente browser web nè client e-mail.

Conclusioni
Se si considerà il prezzo irrisorio (20 euro) di questo Brondi Duke S la mia recensione può sembrare eccessivamente critica. Ma va considerato che praticamente allo stesso prezzo (al massimo 5 euro in più) si possono trovare cellulari con una rubrica decente capace di ospitare 500 contatti con 4 numeri ciascuno, il che vuol dire 2.000 numeri di telefono contro i 300 del Duke S.
Inoltre questo Brondi soffre di una evidente crisi di identità: le scritte piccole, la difficoltà di apertura e la mancanza di un manuale lo rendono poco adatto a utenti di età avanzata; ma l'assenza di funzionalità evolute lo rende pressochè inutile ad utenti più giovani e dinamici. Dunque, a chi si rivolge questo telefono cellulare?
Francamente, allo stesso prezzo è preferibile acquistare un vecchio Nokia usato che si rivelerà superiore in tutto al Brondi Duke S.


Paolo Tortora
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